Piantare più alberi

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Piantare più alberi

Negli ultimi anni la riforestazione ha catalizzato l’attenzione tanto dell’opinione pubblica quanto delle organizzazioni internazionali.

Nel 2006, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lanciava la Billion Tree Campaign per far fronte al problema del riscaldamento globale e per sostenere la biodiversità: gli alberi contribuiscono a mitigare le temperature e rappresentano l’habitat di numerose specie animali e vegetali.

Nel 2010 veniva fondata Treedom, una piattaforma di e-commerce online, che consente a chiunque di piantare alberi in tutto il mondo potendo monitorarne la crescita attraverso immagini e coordinate GPS. Simile a questa iniziativa è quella di zeroco2.eco.

In Italia, alla fine del 2020, il programma “A Misura di Verde” annunciava l’obiettivo di riforestare alcune aree particolarmente vulnerabili del Paese con 13.400 alberi.

La causa della riforestazione è stata sposata anche da alcuni marchi, come è accaduto per TerraWash, ad esempio: per ogni prodotto venduto (l’omonimo detergente ecologico per il bucato), pianta un albero in alcune zone del mondo.

Ma la convinzione che la riforestazione rappresenti la soluzione alla crisi climatica è stata messa in discussione. Secondo un articolo pubblicato nel 2019 su Science, alcuni ricercatori hanno sostenuto che, dal punto di vista scientifico, è decisamente ingannevole credere che piantare nuovi alberi sia la soluzione più efficace per il clima.

Affermazioni simili sono seguite sul New York Times dove tre scienziati hanno sostenuto che piantare nuovi alberi rallenterebbe il riscaldamento del pianeta, ma la vera soluzione al problema resta la riduzione rapida e significativa delle emissioni di anidride carbonica derivante dall’utilizzo dei combustibili fossili, auspicandone l’azzeramento entro il 2050.

Credits: Giovanna Catanzaro

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