La Canapa in Italia

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canapa

Storia

Le prime evidenze di coltivazioni della canapa sono state rinvenute nel Settimo secolo A.C. nel sud della Russia, dopo che fu importata lì da alcune popolazioni nomadi sciite. Da qui, poi, l’utilizzo della canapa in agricoltura si estese in tutta l’Europa centro – settentrionale, in Asia Minore, Grecia, Italia e Francia.

In Europa la canapa è stata molto utilizzata nel corso dei secoli. Basti pensare che capi di abbigliamento in canapa erano molto comuni in Europa centrale e meridionale. La produzione, poi, aumentò vertiginosamente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le sue fibre tessili e gli oli sativi diventarono molto richiesti. In più, per la sua cellulosa, la canapa veniva utilizzata per fabbicare la nitrocellulosa utilizzata negli esplosivi. Successivamente, il numero di coltivazioni della canapa andò a scemare, soprattutto in Italia, fino ad essere demonizzato e vietato per effetto di una efficace campagna proibizionista. La vera ragione della messa al bando, tuttavia, è perché la canapa ostacolava la vendita di cotone e di plastiche made in Usa che gli alleati vendevano in Europa.

Canapa o marijuana?

La marijuana è un altro termine utilizzato per la canapa. Entrambi si riferiscono alla pianta della famiglia delle Cannabaceae (sottoinsieme dell’ordine delle piante Urticales). Pertanto, la canapa è la pianta dalla quale si estrae sia il materiale tessile che la sostanza psicoattiva.

Curiosità

La canapa è una fonte importante di cellulosa. Per dare un’idea, 1 ettaro di canapa in 4 mesi ha la stessa produttività di 2 ettari di foresta in 10 anni.

Un’ulteriore curiosità sulla canapa è che può essere considerata la fibra più resistente al mondo e può produrre dalle 3 alle 8 tonnellate di fibra secca per acro (4 volte in più rispetto ad una foresta).

I semi di canapa contengono, per  l’80%, acidi grassi polinsaturi (omega3 e omega6). Contengono, inoltre, 8 aminoacidi essenziali: leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina. Sono inoltre ricchi di vitamina E, che svolge un’importante azione antiossidante, e di sali minerali, quali potassio, magnesio e calcio. Possono essere usati grezzi o per l’olio prodotto dalla spremitura a freddo.

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