Galline da compagnia: una tendenza mondiale, che sta conquistando anche gli italiani. La pandemia ha fatto crescere ulteriormente la richiesta. L’esperienza di Fattoria del Rocio

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Tra i tanti “effetti collaterali” del Coronavirus c’è stato anche il boom delle galline da compagnia. Meglio di cani e gatti? Il simpatico volatile ha una marcia in più: per chiunque abbia un piccolo spazio verde, tenerla significa procurarsi uova freschissime e sicure per tutta la famiglia, calmando l’ansia da contaminazione alimentare che ha accompagnato l’esplosione del Covid. Senza rinunciare all’affettività: le galline, specie alcune razze, sono socievoli e tranquille, e giocano con i bambini. Alcune razze producono addirittura uova colorate. Infine, si nutrono soprattutto di scarti alimentari, quindi aiutano a ridurre gli sprechi.

Abbiamo raccolto la storia della Fattoria del Rocio di Francesco Cigna, speaker radiofonico, e Niccolò Robucci, architetto: i due amici allevano dal 2018 a Firenze galline e uccelli ornamentali. “Siamo entrambi appassionati di campagna, così, quasi per gioco, abbiamo cominciato ad affittare piccoli orti in un terreno dei nostri genitori. Poi è arrivato l’interesse per gli avicoli ornamentali e di affezione: galline, ma anche colombi e pavoni” racconta Francesco. “Dopo un paio d’anni abbiamo fatto una piccola campagna di comunicazione che ha avuto un successo incredibile, e così la passione sta diventando impresa”. Ora hanno una quarantina di galline di diverse razze. Le più richieste sono la Amrock e la Moroseta, entrambe ovaiole oltre che simpatiche!

L’attività produce reddito? “Noi riusciamo solo a coprire i costi, rimane una passione. Però ci sembra adatta alle aziende agricole come attività aggiuntiva, magari insieme all’agriturismo, o alla fattoria didattica. Attira nuovi clienti e aumenta la visibilità”.

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