Cosa è l’elicicoltura?

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elicicoltura

L’elicicoltura è quella branca della zootecnia che si occupa dell’allevamento della chiocciola per scopi alimentari, cosmetici o farmaceutici.

Negli ultimi anni questa branca ha acquisito sempre più importanza agli occhi degli enti pubblici ed istituzionali, tanto da essere stata oggetto di molti interventi legislativi, molti dei quali volti ad erogare consistenti incentivi economici per promuovere la diffusione e lo sviluppo di tale attività zootecnica.

Sistemi di allevamento

A livello nazionale, il più diffuso sistema di allevamento è quello a ciclo biologico completo. Si parla di ciclo biologico completo perché le chiocciole fattrici immesse in apposite
recinzioni vengono allevate per accoppiarsi e moltiplicarsi. Differentemente, quindi dal sistema incompleto e sotto serra, il prodotto destinato alla vendita non sono queste chiocciole, ma le
nasciture che si sviluppano nel periodo di ingrasso.

Nonostante tale sistema di allevamento risulti essere di più complessa realizzazione, lo stesso è utilizzato dalla maggior parte degli impianti di elicicoltura. L’elicicoltura viene attuata all’aperto, su terreno libero, senza coperture o uso di protezioni. Questo permette un notevole abbattimento dei costi.

Il sistema prevede una recinzione perimetrale esterna dotata di una speciale rete anti-fuga e anti-bava. Questa recinzione è sostenuta da pali in legno o in PVC ed è costruita in modo tale da evitare incursioni da parte dei predatori.

Lo spazio interno, poi, viene diviso in piccoli settori che agevolano il lavoro umano e seminato con le piante che andranno a garantire una adeguata nutrizione, ed un ingrasso veloce delle lumache. I semi generalmente utilizzati sono quelli di piante con foglie laminari e molto sviluppate contro i raggi solari (cavolo, bietola, radicchio, trifoglio o girasole).

Generalmente, i recinti hanno le dimensioni di 45 m x 4 m e vengono divisi a seconda se siano destinati alla riproduzione o all’ingrasso dei nuovi nati. Ciascun recinto è separato dagli altri da una zona di passaggio per l’allevatore, larga di solito 1 m.

Questa tipologia di allevamento, al “naturale”, che abbiamo visto essere molto utilizzata in Italia, non viene invece privilegiata in altri paesi europei, come la Francia o la Spagna, dove molto spesso gli allevamenti sono in serra, in spazi chiusi. Sebbene questi ultimi tipi di allevamento siano maggiormente intensivi e presentino un ciclo di produzione più breve, vanno molto spesso a discapito dell’anatomia e fisiologia del mollusco e della lentezza del suo ciclo di vita.

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